Sepolti vivi: il disturbo da accumulo

Il disturbo da accumulo consiste nella tendenza, eccessiva e patologica, ad accumulare oggetti con contestuale incapacità, o difficoltà, di separarsi da essi. Per chi è affetto da tale disturbo, l’idea di separarsi da un proprio oggetto provoca sentimenti di disagio, ansia e paura di perdere informazioni importanti; di perdere l’attaccamento emotivo all’oggetto o di poterne avere bisogno in futuro, anche quando si tratta di cose del tutto inutili. In alcuni casi la tendenza all’accumulo può raggiungere livelli tali per cui la casa viene riempita in ogni suo angolo fino a rendere non più fruibili alcuni spazi.

Si stima che tra il 2 e il 5% della popolazione presenti un problema di accumulo che gli causa disagio e/o problemi che interferiscono con il normale svolgimento della propria vita. In realtà è probabile che si tratti di un fenomeno sottostimato visto che raramente chi accumula chiede aiuto e riconosce il disturbo. Viene vissuto in una dimensione di segretezza: chi ne soffre si vergogna, evita di parlarne, spesso si isola socialmente e evita di far entrare in casa persone estranee alla famiglia; a volte anche i familiari più stretti sono tenuti fuori.

Frost e Steketee mettono in luce che tra gli aspetti che spesso si ritrovano nella vita di questi soggetti ci sono:

  • eventi traumatici: un’alta percentuale di questi pazienti ha subito eventi gravemente traumatici, a volte più di uno. Una cosa interessante è che raramente sviluppano un Disturbo Post-Traumatico, tanto che si potrebbe ipotizzare che l’accumulo abbia una qualche funzione nel gestire il trauma;
  • fasi di vita di ristrettezza economica, che non infrequentemente seguono fasi di grande benessere economico;
  • una infanzia caratterizzata da abusi psicologici e/o trascuratezza

Gli interventi di gruppo sono molto efficaci perché mettono in moto una serie di processi che aiutano a promuovere il cambiamento: i membri riconoscono di non essere soli a soffrire del disturbo e questo può ridurre lo stigma e la vergogna; la coesione che si sviluppa all’interno del gruppo sostiene la motivazione al cambiamento; il gruppo aiuta a ridurre l’isolamento sociale.

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