Disegno di legge anti blog e siti “pro ana”

Anoressia BulimiaLa recente proposta di legge che punisce chi istiga alle pratiche alimentari scorrette (anoressia e bulimia) si presta ad una duplice lettura: da un lato il piano legislativo, sanzionatorio, dall’altro quello clinico che dovrebbe sostenerla, che appare del tutto assente. Ci troviamo di fronte ad una prova di buona volontà, dove la politica batte un colpo, dimostrandosi consapevole di avere a che fare con un disturbo grave intrecciato al discorso sociale.

La mancanza della parte clinico-teorica, qualunque essa sia, rende improbabile che questa avrà realistici effetti sul contrasto alla diffusione dei dca, presentandosi esculsivamente come ‘punitiva’ laddove recita: “Chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determina o rafforza l’altrui proposito di ricorrere a pratiche di restrizione alimentare prolungata è punito con la reclusione fino ad un anno”.

Chi si occupa di clinica, ha ben chiara una cosa: nessuna patologia, che si manifesti sottoforma di dipendenza o di sofferenza nel corpo, può essere contrastata andando alla ricerca di chi ne ‘istiga’ lo sviluppo. Forte è la sensazione che si sia privilegiata l’anoressia perché malattia di forte impatto mediatico.

Il collega Luigi d’Elia sostiene: “l’anoressica, a differenza del depresso cronico o del ludopatico, crea agli occhi dei legislatori un qualche maggiore scandalo sociale o morale o emotivo di cui non sono chiari i contorni, ma tale da giustificare per la prima volta una proposta di legge con risvolti penali riguardante una psicopatologia”.

Si tenga inoltre presente un elemento dirimente: a differenza delle situazioni appena citate, nelle quali gli oggetti per farsi male sono venduti da qualcuno che è evidentemente interessato a trarre lucro da queste forme di dipendenza, nel caso dei dca gli sproni a dimagrire, i consigli per usare i lassativi o per ingannare il dietista, che sono le parole d’ordine per entrare e restare nei gruppi pro anoressia ( contro i quali la legge sembra aver dichiarato guerra ) non hanno un retro pensiero economico. Non vogliono guadagnare denaro, bensi’ diffondere il verbo.

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