Noia: istruzioni d’uso per farcela amica

A tutti sarà capitato di sentirsi annoiati di tanto intanto. Lo si inizia a sperimentare da subito, fin da bambini. Si tende a far derivare la noia dalla mancanza di stimoli, dall’ambiente circostante o comunque da qualcosa di esterno a noi. Purtroppo, la noia, spesso, non è dovuta ad una causa esterna, ma nasce dentro di noi.

La noia è un fenomeno studiato da diverse prospettive ma una cosa sembra unire tutti i risultati e cioè che ci si sente annoiati principalmente quando si è disconnessi dal momento presente, dal mondo circostante, da se stessi. Questo rimanda ad una capacità fondamentale nell’essere umano: la capacità di auto-intrattenimento. Cioè, non si risolve quel particolare stato di insoddisfazione, chiamato noia, cercando nel mondo esterno qualche novità o stimolo, ma cercando dentro se stessi, diventando noi stessi parti attive. Chiunque dovrebbe essere capace di stare seduto in silenzio senza annoiarsi, essendo in contatto con sé, con la vita che scorre, con la crescita di se stessi. Perché è proprio da quei momenti di vuoto, apparentemente improduttivo, che si aprono le porte alla creatività, alla capacità di risolvere i problemi, all’intuizione, alla bellezza.

La noia ci spinge a fuggire, a cercare nuovi bisogni da soddisfare. Il problema è che, a volte, tendiamo a soddisfare i bisogni sbagliati. Fintanto che tentiamo di fuggire dalla noia rimarremo legati ad essa e la nostra mente cercherà sempre più nuovi stimoli. L’unica soluzione è entrare nella noia, con grado, fino ad arrivare giù in fondo. Riconoscere che “mi sto annoiando”  e chiedersi: cosa mi sta accadendo? quello che sto facendo mi corrisponde, mi appartiene? C’è qualcosa da cui sto fuggendo? C’è qualcosa da modificare? Sono stanco?

Entrare in contatto con la noia in modo sano ci riporta al centro di noi stessi e ci aiuta a capire dove siamo in quel preciso momento e in che direzione spiegare le vele per continuare il nostro viaggio.

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