Falso status su Facebook obbliga a risarcire il coniuge

status-su-facebookPuò costare caro al coniuge “infedele” rendere pubblica sui social network, prima del giudizio di separazione, la nuova relazione sentimentale, aggiornando il proprio status. I comportamenti troppo disinibiti sui social possono essere sanzionati con l’addebito della separazione e la condanna a risarcire il danno al coniuge.

Così una donna è stata condannata a risarcire 5mila euro di danni non patrimoniali al marito per aver reso pubblica la propria relazione extraconiugale ed essersi attribuita sul profilo Facebook lo status di “separata” quando ancora non era stato avviato il giudizio di separazione ed offendendo il coniuge chiamandolo a più riprese, “il verme”.

Perché sussista una responsabilità risarcitoria, una volta accertata la violazione del dovere di fedeltà, come si legge in sentenza, si dovrà accertare anche la lesione in conseguenza di detta violazione. Sarà necessaria la “prova del nesso di causalità fra la violazione ed il danno. Per essere rilevante, non può consistere nella sola sofferenza psichica causata dall’infedeltà e dalla percezione dell’offesa, insita nella violazione dell’obbligo di fedeltà, di per sé non risarcibile. Deve invece concretizzarsi nella “compromissione di un interesse costituzionalmente protetto”.

Tale evenienza, come affermato dalla Cassazione con la sent. n. 18853/2011, può verificarsi quando  si dimostri che l’infedeltà, abbia dato luogo a lesione della salute del coniuge – trasmodando – in comportamenti che si siano concretizzati in atti lesivi della dignità della persona, costituente bene costituzionalmente protetto.

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