Dipendenza da internet

Internet è diventato un fenomeno di massa. E così, come avviene spesso quando le opportunità si evolvono velocemente si può arrivare ad un bisogno irrefrenabile.Parliamo oggi di  Internet-dipendenza.

Chi è l’internet-dipendente?

Sembra che gli uomini siano i più incalliti navigatori, rispetto alle donne della stessa età e la fascia di età nella quale incombe la minaccia che i disturbi si trasformino in una vera e propria sindrome è quella compresa tra i 15 e i 40 anni.  Il pericolo costante è quello che l’utente, si senta in principio affascinato, poi trascinato ed, infine, dipendente da una serie di “situazioni virtuali” che possono essere di diverso genere.

Quali sono i sintomi ?

Il bisogno ossessivo di “collegarsi” molte volte al giorno, rappresenta il primo segno, il più grossolano, per formulare almeno un sospetto. Il “navigatore disturbato” può arrivare ad una dedizione quasi totale e trascura così  tutte le altre attività. Mette da parte la famiglia, gli affetti, il lavoro, gli svaghi, le relazioni sociali e persino alcuni fabbisogni essenziali per la salute (per esempio dimentica di mangiare). Finisce per isolarsi davanti al computer e per soffrire di vere e proprie crisi d’astinenza quando non è possibile collegarsi per i motivi più disparati.

Quali sono le cause?

Il comportamento dipendente è inquadrato come un riflesso  della carenza della capacità di prendersi cura di se stessi ed è per questo che la maggior parte dei dipendenti mostra un difetto di base nel giudizio riguardo ai danni derivati dall’abuso di “rete”. Ugualmente importanti nello sviluppo di questa patologia sono una difettosa regolazione del controllo degli impulsi, degli affetti e del mantenimento dell’autostima.

Ci sono, quindi, differenti “ciber-manie?

Certo, il sesso in rete è una possibilità. Questi navigatori non lo cercano altrove e comunque non lo ritengono possibile, se non virtualmente. C’è poi il gioco d’azzardo on-line. Ricordiamo inoltre il video-gioco, generalmente gare solitarie ambientate in scenari virtuali, mostruosi e violenti che prevedono l’ingresso al gioco solo dopo l’identificazione con un personaggio fantastico e virtuale. Non dimentichiamo poi le relazioni solo via chat ed infine l’eccesso nella ricerca d’informazioni on-line. Tipologia piuttosto comune anche negli ambienti di lavoro. In pratica, tutti quelli che soffrono se non si collegano anche per una banale informazione e che “scaricano dalla rete” tutto ciò che capita senza distinguerne l’utilità.

Come si può prevenire il disordine psichico o per lo meno proteggere i cibernauti più giovani?

Per una navigazione sicura in famiglia, adatta a grandi e piccoli, meglio affidarsi ai “filtri per bambini”. E per gli adulti, basta spegnere il computer prima che comincino a comparire l’ansia o l’eccitazione. In fondo, in rete, tutto è virtuale.

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