La Sindrome di Biancaneve

Perfezione e eterna giovinezza rappresentano il fulcro della Sindrome di Biancaneve. Fino a poco tempo fa il quadro psicologico veniva associato per la maggior parte al sesso femminile ma, attualmente, si può applicare perfettamente a entrambi. Sempre più uomini e donne, che soffrono di questa sindrome, credono che entro un certo tempo storico debbano essere soddisfatti un insieme di speranze e di desideri, che bisogna approfittare di alcune opportunità o fare certe avventure perché arrivati al tramonto degli “anta”, tutto si perde e si dissolve. Estremizzano e sopravvalutano la bellezza quale unico mezzo con cui raggiungere qualsiasi aspirazione o obiettivo.

La sindrome di Biancaneve induce a svalutare le persone giovani che vengono vissute come avversarie, nemiche che minano l’autostima, infatti, la matrigna cattiva di Biancaneve prova verso la figliastra una esacerbata invidia per la sua giovinezza e bellezza tanto da decidere di avvelenarla con una mela. Le persone che soffrono del disturbo divengono insicure, vivono una decadenza fisica e mentale spesso immaginaria, temono la solitudine ma, soprattutto, rimpiangono gli anni passati.

La sindrome è dovuta a una concezione distorta che la persona sviluppa di se stessa, dovuta a un livello di immaturità emotiva. Perdendo la percezione della realtà la persona si classifica come vecchia, autolimitandosi nonostante le opportunità che la vita le offre. Il presente non viene accettato, tanto quanto la propria immagine.

Per questo le persone con tale disturbo vivono perennemente nella paura, nella solitudine, nella sofferenza, non capendo quanto la vita, ogni anno che passa, sia sempre una mela da mordere con passione.

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