La sindrome del burnout

burnout Il burnout (dall’inglese “bruciato”) è una condizione di stress e logorio lavorativo protratto e intenso che determina perdita di interesse nella propria professione, svuotamento interiore e inefficenza nell’attività lavorativa. Il burnout negli insegnanti è molto frequente.

La teoria dice che esiste più di un burnout. Anzi, ce ne sono almeno tre. Il primo tipo di burnout colpisce chi lavora freneticamente per il successo fino all’esaurimento ed è quello di chi affronta lo stress lamentandosi della gerarchia organizzativa sul lavoro, con la sensazione che questa rappresenti un limite ai propri obiettivi e alle proprie ambizioni. Il secondo tipo di burnout nasce dalla noia e dalla mancanza di sviluppo personale ed è più strettamente associato a una strategia di evitamento. Questi lavoratori poco esigenti tendono a gestire lo stress prendendo sempre più le distanze dal lavoro fino ad approdare a un senso di spersonalizzazione e di cinismo. Infine l’ultimo tipo di burnout è il sottotipo esausto e sembra derivare da una strategia basata sulla rinuncia di fronte allo stress: anche se queste persone desiderano raggiungere un certo obiettivo, non riescono a trovare la motivazione necessaria a superare gli ostacoli per raggiungerlo.

L’aiuto migliore che una persona in stato di burnout può attendersi sono le cure psicologiche. Il burnout negli insegnanti induce tipicamente a pensare che lo studente è ingrato e insensibile agli aiuti; non basta, pensa anche di essere abbandonato dall’istituzione, di non avere riconoscimento per i suoi sforzi. Questo atteggiamento porta l’insegnante a sentirsi inutile e determina risposte aggressive che si alternano a disperazione e inutilità. L’obiettivo del trattamento psicoterapico  è cambiare questo modo di pensare,  ridurre l’intensità delle emozioni negative e creare un clima sereno e produttivo all’interno dell’ambiente lavorativo. La  mindfulness è una pratica ampiamente usata per contrastare gli effetti di pensieri ed emozioni frustranti. È una tecnica che si fonda sulla presa di coscienza (consapevolezza) delle sensazioni presenti che vengono accettate, senza giudizio, senza valutazioni, nel loro naturale fluire. Si impara a vivere nel presente, senza colpevolizzarsi per il passato né temendo il futuro, con benefici su molti disturbi emotivi e fisici.

Per migliorare i rapporti con colleghi, superiori e allievi a scuola, è utile apprendere tecniche di assertività, abilità che serve a contrastare la tendenza alla passività e aggressività, apprendendo a rispondere a richieste eccessive con chiarezza, calma e salvaguardando il rapporto di fiducia con l’utenza e l’immagine lavorativa.

Il supporto dato da gruppi di sostegno con altre persone che vivono la stessa condizione di logoramento è fondamentale: evitano il sovraccarico di ansie e tengono lontani da comportamenti dannosi per sé e gli altri.

 

 

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